Un ritmo che parte lento. Un battito costante. Un coro che si alza scandito dal rimbombo. Una Gradinata in festa. È lui a dettare il tempo, è lui che grazie al suo tamburo dà la carica. Il suo nome è Samuele Chillemi.

Samuele è un grande appassionato di sport. Gioca a calcio, ma ha un forte debole per il basket a prescindere dalla categoria, a prescindere da quanto sia seguita o meno la squadra: “Il basket mi ha sempre entusiasmato e l’ho sempre seguito anche da unico tifoso, pensa che suonavo il tamburo e tifavo da solo ai tempi dell’Orsa Basket. Poi, dopo qualche anno di assenza di tifo in Gradinata, a poco a poco è ritornato il tifo e mi sono aggiunto pure io. Per me è stato sempre un sogno suonare il tamburo in una vera tifoseria!”

Uno dei suoi ricordi più belli è legato agli anni della LegaDue, in particolar modo agli “americani”. Le loro giocate e il calore del PalAlberti lo lasciavano senza parole.

Tifare Barcellona per lui è motivo di grande orgoglio: “Nel mio piccolo rappresento la mia città e poi i colori giallorossi rappresentano una fede che non si può disonorare.”

La passione che sprigiona con le sue parole è tanta, così come l’entusiasmo: “Io penso che, soprattutto in queste categorie, non esiste un tifo come il nostro. Molti pensano che siamo occasionali e che quando la squadra perde molliamo tutto e ci stiamo a casa, errato! Noi siamo stati sempre presenti, anche nelle difficoltà e lo saremo sempre per la nostra squadra. Soprattutto per la maglia e per i nostri colori. Penso che molti ci invidino per il tifo e per il calore che riusciamo a trasmettere. Anche i giocatori delle squadre avversarie lo riconoscono e vengono a complimentarsi con noi a fine gara.”

Le domeniche, nel prepartita, si ritrova con gli altri ragazzi per bere qualcosa insieme e darsi la carica. Poi arriva il suo momento preferito: “Il mio ruolo ogni domenica è uno, montare il tamburo alla ringhiera e iniziare a battere qualche colpo per riscaldarmi.”

La squadra di quest’anno per lui ha un “cuore grande”, in particolar modo ci tiene a sottolineare l’importanza di aver raggiunto l’obiettivo prefissato a inizio stagione con due giornate d’anticipo: “Aver raggiunto i playoff è qualcosa di grande che hanno fatto questi ragazzi perché sono stati sempre uniti in ogni momento. Con impegno e dedizione sono arrivati a raggiungere questo traguardo e se lo meritano tutto, soprattutto se lo merita questa città che potrebbe ambire ad altri palcoscenici per la passione e per la presenza del pubblico che, ogni partita, è numeroso sugli spalti.”

Prima di salutarci ci tiene a mandare due messaggi, il primo al pubblico del “Palazzo”: “Continuate a seguire questa squadra e a farvi sentire con la vostra voce o seguendo semplicemente il ritmo con le mani. In casa dobbiamo essere come una gabbia da cui è difficile sfuggire per gli avversari. Dobbiamo entrargli dentro la testa e non devono capire più niente!” Il secondo messaggio è per chi dovrebbe prendersi cura della nostra città: “Barcellona merita qualcosa di più grande ma, soprattutto, merita un impianto degno così che si possa portare avanti lo sport cittadino. Io faccio parte dell’Atletico Barcellona Futsal e so cosa significa allenarsi in un palazzetto in queste condizioni. Invito, come ha fatto la società, l’amministrazione comunale ad intervenire al più presto per dare a questa città delle strutture che permettano, in sicurezza, di portare avanti lo sport per tutti i giovani e per tutto l’ambiente sportivo barcellonese.”

UMBERTO SOTTILE

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