Ci sono passioni che sbocciano come fiori in primavera, scelte che aprono scenari inimmaginabili e squadre di cui ci si innamora senza neanche chiedersi il perché. Chiara ha un legame con il basket profondo, un cordone ombelicale che mai si taglierà.

La sua prima volta al PalAlberti la deve a suo padre; Patti, la sua città natale, in quel momento non aveva una squadra e così il “destino” la portò a Barcellona. Ma per lei il basket è una vera e propria tradizione di famiglia, la madre è una grande appassionata e anche con Chiara in grembo non esitava a garantire la sua presenza sugli spalti.

Il suo primo approccio con quel mondo fu dalla tribuna stampa, il lavoro da giornalista pubblicista del padre per “La Sicilia” la posizionò proprio dietro ai canestri. Da quell’istante ha cominciato a percepire intorno a sé una famiglia; gente che domenica dopo domenica trasmetteva il suo calore alla squadra e inconsapevolmente anche a Chiara: “Sentivo la necessità di vivere quell’ambiente sano e unito”.

Varcare la soglia d’ingresso del “Palazzo”, per lei, è sempre un’emozione forte, un ambiente che non è solo la casa dei barcellonesi ma anche la sua, tanto da portarla nel cuore del tifo giallorosso: la Gradinata Tifo. L’aspetto che più di tutto l’ha stupita è l’accoglienza di quei ragazzi; ragazzi con cui prima di quel momento non aveva condiviso nulla: “Non mi hanno mai fatto sentire come quella fuori posto, anzi, mi hanno sempre fatto sentire parte della famiglia. E ricordo con affetto quando dalla tifoseria, in particolare da Christian Ardenti, mi venne fatto un regalo pieno di significato; un regalo che ha sancito l’ufficiale ingresso nella famiglia: la maglia di Ryan Bucci”.

Nel 2017, con la sua prima reflex, riesce a far combaciare la sua passione per la fotografia con quella per i colori giallorossi. Le sue foto non passano inosservate tanto da ricevere la chiamata di Basketinside.com, affinché collaborasse con loro: “Da quel momento, per due anni di seguito, ho potuto vivere le partite dal punto di vista più bello: il parquet. Lì ho avuto modo di conoscere i vari giocatori, alcuni dei quali sono ancora miei grandi amici.” Quell’esperienza da fotografa rimane per Chiara uno dei ricordi più belli: “Ho potuto apprezzare i ragazzi che lottavano sul parquet e quelli che lottavano sugli spalti. E la più grande fortuna è stata quella di poter catturare queste emozioni attraverso degli scatti”. Tra i tanti bei ricordi sposta poi l’attenzione sui match, in particolar modo sui derby contro Capo d’Orlando: “Tutto bello sì, ma niente è paragonabile alle vittorie contro Capo d’Orlando”.

Tra i tanti giocatori passati da Barcellona quelli a cui si sente più legata sono Tommaso Fantoni e Fabio Stefanini. Su Fantoni ci tiene a raccontare anche un simpatico e tenero aneddoto: “Ricordo che gli feci un cartellone con sopra una maglia in miniatura con il suo nome e numero, cucita scrupolosamente da mia nonna, che oggi non è più con noi. Ho seguito Tommy ovunque, anche a Torino, perché ci sono delle persone che sono molto più che dei semplici giocatori e per questo meritano questo tipo di affetto”.

Come ogni grande tifosa che si rispetti, in alcune fasi della partita la scaramanzia la fa da padrone: “Da metà del 3º quarto in poi (circa) non guardo mai quando siamo ai tiri liberi. Guardo in faccia le mie storiche amiche, Vera e Sara, e da lì capisco cosa sta succedendo”.

Del gruppo squadra di quest’anno apprezza tanto la compattezza e la coesione, specie quando le cose non vanno per il meglio. Ci tiene a sottolineare come l’unione tra i ragazzi in campo e quella della gente sugli spalti dia vita a un mix unico e speciale che ha portato la squadra ad ottenere il risultato che tutti speravano: i playoff.

Chiara è una ragazza appassionata ma soprattutto motivata. Se ne avesse la possibilità non esiterebbe a dire ai ragazzi quanto segue: “Direi di essere fieri di quel che sono stati e li ringrazierei, ma gli darei anche un consiglio (che forse è quello che dovrebbe seguire ognuno di noi), ossia: credete di più in voi stessi e nelle vostre capacità”.

Prima di salutarci, c’è un ultimo messaggio che forse, tra tutti, acquisisce ancora più valore specie per una ragazza che non si è ritrovata a tifare la squadra della sua città ma ha scelto di colorare la sua passione di giallo e di rosso: “Provo felicità nel vedere la rinascita del movimento cestistico, perché se c’è una piazza che merita di crescere sempre di più, quella è Barcellona. Quest’anno abbiamo messo delle belle fondamenta, grazie all’impegno della società, al sudore dei giocatori e alle voci instancabili dei tifosi barcellonesi. Adesso testa al futuro, perché è chiaro: il meglio deve ancora venire!”

UMBERTO SOTTILE

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