Un coro che unisce intere generazioni, un coro che non ha età. Come un canto sacro, in un dato momento, le sue note si innalzano leggere nell’aria. È il segno di riconoscimento della Gradinata Tifo, è un collante indissolubile tra i tifosi barcellonesi e il PalAlberti. Questo Fabrizio lo sa bene, per lui “La pistola” è la miccia che accende il palazzo.

La sua passione per la pallacanestro nasce in tenera età, a cinque anni aveva già una palla tra le mani. Da quel momento, questo sport è diventato parte integrante delle sue giornate. Uno dei suoi riferimenti era Ryan Bucci, anche se i ricordi più nitidi coincidono con la stagione del penultimo anno di Serie B Nazionale. Quello fu il momento in cui per la prima volta andò in Gradinata Tifo e in cui sbocciò il suo amore per il giallorosso; ora sono due anni che di quella Gradinata è uno dei protagonisti.

Quando gli si chiede cosa significhi sostenere Barcellona dà una risposta matura e significativa: “Per me essere tifoso del Barcellona Basket significa molto più che assistere a una partita. Significa sostenere la squadra davvero, dare il proprio contributo con la voce, con la presenza e con la passione. Ma soprattutto significa condividere tutto questo con il gruppo: ridere, soffrire, esultare insieme e divertirsi vivendo una passione che ci unisce.”

Fabrizio ha grande stima del pubblico barcellonese: “Il pubblico di Barcellona, secondo me, è uno dei più fedeli che ci siano. Lo ha dimostrato soprattutto l’anno scorso, in un momento difficile come quello della retrocessione: nonostante tutto, la gente non ha mai smesso di esserci e di sostenere questi colori.”

Scavando in un passato recente ricorda con gioia la vittoria su Capo D’Orlando, nel primo anno di B Interregionale, che fu preceduta da una fantastica coreografia. Momento che, probabilmente, riaccese definitivamente la passione nel cuore di tanti appassionati di basket barcellonesi. Tra i ricordi ormai archiviati, anche se temporalmente estremamente vicini, c’è il difficile campionato dell’anno scorso: “Il ricordo più amaro invece è la retrocessione della scorsa stagione, resa ancora più difficile da digerire per via delle risate di alcuni giocatori: una scena che da tifoso fa davvero male.”

Per questa stagione, nutre una speranza semplice ma significativa: “Vedere la squadra lottare fino alla fine e riuscire a conquistare i playoff, perché questa piazza e questi tifosi meritano di tornare a vivere emozioni importanti.”

Prima di salutarci ci tiene a ricordare con particolare affetto un cimelio a cui tiene molto: la sopramaglia di Gigi Brunetti.

UMBERTO SOTTILE

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