Ha suonato il tamburo per anni, dando ritmo alla Gradinata tifo in modo preciso e impeccabile. Dall’anello, nel 2009, guardando e ascoltando il tifo giallorosso nacque la passione, non solo per il basket, ma per tutto quello che concerneva questo mondo. Lui è Cosimo Bucca, elemento imprescindibile del tifo barcellonese. Anche se ora, causa lavoro, non può essere presente con costanza, quando ne ha l’occasione si immerge, come sempre, tra i supporters giallorossi: “Quando vado al palazzetto, per me, è come se andassi in una seconda casa. Il PalAlberti è il PalAlberti, sia per le gioie che per i dolori! Abbiamo riso tanto, ma abbiamo, purtroppo, anche pianto. Ma casa è pur sempre casa!”

È estremamente fiero di essere un tifoso dei giallorossi, poiché è qualcosa che va oltre lo sport. Portare in giro per l’Italia il nome di Barcellona e far conoscere la squadra, ma soprattutto la passione dei ragazzi della Gradinata è qualcosa di impagabile.

Un’altra caratteristica che lo affascina particolarmente è l’effetto sesto uomo del palazzetto che prescinde da qualsiasi categoria e resta sempre fedele: “Il pubblico barcellonese non lo si trova da quasi nessun’altra parte. Il tifoso giallorosso è il vero sesto uomo in campo; perché, a parte la gradinata, il pubblico è molto caloroso verso questi colori e dimostra attaccamento alla squadra come in poche piazze d’Italia”.

Come molti appassionati barcellonesi di basket ricorda con grande gioia la promozione in LegaDue del 30 maggio 2010, ma anche i derby contro l’Orlandina, con tutto ciò che comportavano: irrefrenabile voglia di assistere al match e preparazione delle coreografie che aumentavano a dismisura la passione e l’attesa spasmodica.

È proprio contro l’Orlandina il ricordo più amaro in una sconfitta rimediata in gara 4, tra le mura amiche del PalAlberti, che sancì l’uscita di scena di Barcellona dai playoff.
Come spesso accade ci sono giocatori che lasciano un segno, e questo vale anche per Cosimo: “Tra i giocatori che non dimenticherò mai ci sono Crispin, Troy Bell, Dwight Hardy, Michael Hicks, Mike Green, Alessandro Cittadini e Ariel Svoboda. Sono tanti, ma tutti ugualmente importanti.”

Per lui il roster di quest’anno è tosto e spera ovviamente che possa arrivare in alto, lì dove Barcellona merita di stare.

Infine, ci tiene a sottolineare come sia rincuorato del fatto che la passione per il movimento cestistico sia più viva che mai: “Mi auguro di tornare nelle categorie che ci spettano, ma credo che con le persone giuste, che hanno a cuore questa città, si può arrivare molto lontani! Intanto, un ringraziamento va a tutti coloro i quali hanno reso possibile il ritorno di noi tifosi all’interno del PalAlberti.”

UMBERTO SOTTILE

Facebook
Twitter
Email
Print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *